Biologico, il post covid-19 può contare su prezzi buoni e sul valore dell’esperienza

Anche gli agricoltori che coltivano con il metodo biologico sono alle prese con le incertezze e le tensioni generate dalla pandemia. Ma le quotazioni delle materie prime sono soddisfacenti, alcune in aumento. Inoltre, per consulenza agronomica, stoccaggio e vendita dei raccolti si può contare sui consigli di chi lavora in questo settore da decenni

Lavorare nel biologico ha sempre richiesto notevole professionalità e ottime capacità di programmazione: mai come in questo momento, operare le giuste scelte ci può aiutare a superare le difficoltà.

Gli interrogativi che ci poniamo in questi giorni cercano risposte su come sarà il dopo, cosa ne sarà del nostro futuro produttivo, come cambierà l’economia globale. Ancor di più ci si chiede quale scenario si prospetta per il settore agricolo italiano, con un occhio di riguardo al settore biologico. A oggi non è facile per nessuno azzardare previsioni a lungo termine, men che meno dare un indirizzo di mercato. Arduo fare ipotesi su quello che sarà lo scenario futuro, l’interesse commerciale per le commodity o immaginare l’andamento dei prezzi, dei mercati e i trading per la campagna bio – Italia 2020.

Lo tsunami Covid-19

Il Covid-19 ha infatti stravolto abitudini, consumi e quindi prezzi e contrattazione di ogni bene, in special modo quelli legati alla zootecnia e all’agroalimentare. La forte contrazione del commercio e in certi casi la totale chiusura delle relazioni commerciali con l’estero hanno complicato ulteriormente la situazione. Questo scenario così instabile e repentino, come detto, ha modificato la domanda dei buyer, dei trasformatori, dei mangimifici, degli allevatori, delle semolerie e dei mulini. La ricerca di materie prime si è fatta in certi casi più forte, in altri casi è calata, ha innescato incrementi nelle contrattazioni e variazione del valore di mercato. Le dinamiche di questo periodo ci indurrebbero un cauto ottimismo, ma la strada è ancora lunga e la cautela è d’obbligo.

Le certezze in arrivo da Bruxelles

In questo momento viviamo di alcune certezze derivanti dagli indirizzi Comunitari. Il 20 maggio scorso la Commissione europea ha presentato due Comunicazioni: la Farm to Fork Strategy e Eu Biodiversity Strategy for 2030. Entrambe rientrano nel Green Deal Europeo. Il Green Deal europeo è un’opportunità per conciliare il nostro sistema alimentare con le esigenze del pianeta e per rispondere positivamente alle richieste dettate dai cittadini europei circa il consumo di cibo sano nel rispetto dei fattori ambientali in gioco.

La strategia Farm To Fork ha l’obiettivo di rendere il nostro sistema alimentare uno standard globale in termini di sostenibilità. Torniamo quindi al dibattito aperto in pre-pandemia, con il consumatore sempre più orientato a consumi sostenibili, ad alimenti più sani, a consumi più etici. Altresì non si attenua il dibattito sui cambiamenti climatici che porta ad incentivare metodi produttivi più sostenibili con meno sfruttamento dell’ambiente, con logiche che poggiano sul minor uso di pesticidi e fitofarmaci in genere. Anche a livello Nazionale c’è fermento con l’imminente (si spera) approvazione del nuovo regolamento sul Biologico che prevedere un rafforzamento di tutto il settore produttivo.

Biologico, quotazioni che fanno ben sperare

Per quanto attiene ai valori, le produzioni biologiche hanno confermato i prezzi di mercato e in alcuni casi sono aumentati. Se il frumento duro ha mantenuto un ottimo prezzo, il frumento tenero si è assestato sui 280-290 euro/ton (fonte Ager Bologna). È in rialzo il prezzo delle oleaginose quali soia, girasole e colza. Per queste ultime il mercato sembra riconoscere un alto valore legato al prezzo dell’olio e del panello ottenuti dalla lavorazione del seme. Se guardiamo al caso soia, con la gestione difficile delle importazioni, la chiusura delle frontiere cinesi e il problema generale della logistica, abbiamo osservato sul mercato un aumento della domanda e delle contrattazioni.

Biologico, l’esperienza di Agricola Grains

Noi di Agricola Grains continuiamo il nostro lavoro così come abbiamo sempre fatto: in epoca Covid gli impianti di spremitura, l’assistenza tecnica e la fornitura alle aziende agricole non si sono mai fermati, con la missione precisa di non lasciare solo l’agricoltore, cercando di dare rassicurazione e ottimismo per superare il momento difficile. Siamo consapevoli che il periodo buio non sia ancora alle spalle ma sicuri che ci sia la possibilità di uscirne più forti, insieme. Ecco perché siamo già pronti per programmare la campagna 2021 con contratti a prezzo minimo garantito su produzioni bio e in conversione di colzagirasole e soia. Contattando i tecnici di zona, questi saranno lieti di rispondere alle domande e iniziare a pianificare insieme il ritorno alla normalità.